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Castello Miramare

Città di Trieste.

 

Il Castello di Miramare (Schloss Miramar in tedesco; grad Miramar in sloveno) è un edificio storico e museo di Trieste.

Il complesso, circondato da un ampio parco, fu originariamente costruito tra il 1856 e il 1860 nella omonima località

come dimora di Massimiliano d'Asburgo-Lorena, arciduca d'Austria e poi imperatore del Messico,

e della sua consorte Carlotta del Belgio.

Castello e parco costituiscono uno dei musei statali italiani, cui nel 2016 è stata concessa l'autonomia speciale

dal Ministero per i beni e le attività culturali.

 

Affacciato sul golfo di Trieste, è situato a pochi chilometri a nord del capoluogo (circa 6 km dalla Stazione Centrale).

Miramare è la forma italianizzata dell'originale Miramar, derivante dallo spagnolo "mirar el mar",

in quanto Massimiliano d'Asburgo, nel visitare il promontorio che lo ospita,

fu ispirato dal ricordo di castelli spagnoli affacciati sulle coste dell'oceano Atlantico.

Il castello è circondato da un grande parco di circa 22 ettari caratterizzato da una grande varietà di piante,

molte delle quali scelte dallo stesso arciduca durante i suoi viaggi attorno al mondo,

che compì come ammiraglio della marina militare austriaca.

Nel parco si trova anche il castelletto, un edificio di dimensioni minori che funse da residenza per i due sposi

durante la costruzione del castello stesso, ma che divenne di fatto una prigione per Carlotta,

quando perse la ragione dopo l'uccisione del marito in Messico.

Il Castello di Miramare "presenta ancora gli arredi originali d'epoca, testimonianza della storia dei nobili proprietari,

l'arciduca e la moglie Carlotta di Sassonia, figlia del re del Belgio, e del loro triste destino

che non gli permise di godere della splendida dimora".

All'interno, il castello è suddiviso in numerose stanze.

Il piano terra era destinato a residenza dell'Imperatore Massimiliano I e della consorte Carlotta,

mentre quello superiore venne in periodo successivo adibito a residenza del Duca Amedeo d'Aosta,

che vi abitò per circa sette anni e modificò alcune stanze secondo lo stile dell'epoca.

Furono rimosse le insegne Imperial-Regie e sostituite con croci sabaude.

Un triste destino accomuna chi ha abitato Miramare:

Massimiliano d'Asburgo partì per cingere la corona imperiale del Messico e vi morì,

mentre Amedeo partì per l'Impero d'Etiopia di cui fu viceré e morì in prigionia.

 

La Storia.

La prima idea di costruire un castello sul promontorio vicino alla baia di Grignano venne a Massimiliano nel 1855.

Occorreva bonificare la zona, ma l'ampio spazio a disposizione avrebbe costituito per il fratello dell'imperatore

il luogo ideale dove dare libero sfogo alla propria passione per la botanica,

creando un giardino in cui l'arciduca farà poi confluire le numerose piante rare importate oltreoceano.

I lavori cominciarono il 1º marzo 1856, e il progetto fu affidato all'architetto viennese Carl Junker.

Il primo disegno non convinse Massimiliano, che ne chiese uno alternativo a Giovanni Andrea Berlam, rimanendone soddisfatto.

Fu tuttavia il secondo progetto di Junker a divenire quello definitivo.

Il modello si rifà alla corrente - di gusto chiaramente neomedievale - denominata romantisches Historismus,

sviluppata in quegli anni da Theophil Hansen all'Arsenale di Vienna e alla villa Pereira, poco a nord della capitale imperiale. L'ideale principale alla quale si ispirarono l'architetto e il committente di Miramare è tuttavia quello reso manifesto

da Karl Friedrich Schinkel nella realizzazione dello Schloss Babelsberg a Potsdam e dello Schloss Kurnik in Polonia.

Il Castello doveva essere inizialmente costituito da tre piani e un mezzanino, ma Massimiliano, che pur risiedendo a Milano,

si recava spesso a Trieste per seguire l'andamento dei lavori, decise nel 1858 di eliminare un piano.

Intanto, Franz e Julius Hofmann, cui era stata affidata la decorazione degli interni, erano già a buon punto.

Con la decadenza dalla carica di governatore del Regno Lombardo-Veneto, nel 1859,

Massimiliano si trasferì con Carlotta a Miramare,

alloggiando dapprima nel castelletto e, a partire dal Natale del 1860, nell'edificio principale.

Massimiliano, amante della vita di mare, volle il proprio studio privato

affacciato sul Golfo di Trieste e decorato come l'interno di una nave.

L'anno successivo il proprietario della dimora compiva un viaggio in Brasile,

approfittandone per catalogare alcune specie di piante.

Tornato, soggiornò stabilmente a Miramare,

dove ospitò in visita anche il fratello l'imperatore Francesco Giuseppe I d'Austria e la moglie Elisabetta di Baviera, detta Sissi.

Da lì il 14 aprile 1864, su invito di Napoleone III salpò insieme alla moglie alla volta del Messico, a bordo della fregata Novara,

la stessa nave che ne riporterà indietro la salma quattro anni più tardi.

Carlotta riguadagnò Trieste nel 1866, ma il consorte fu fucilato a Querétaro nel giugno successivo.

Carlotta cominciò a dare segni di insanità mentale e fu fatta rinchiudere nel castelletto.

Poco dopo ritornò nel natìo Belgio.

L'interno fu intanto completato.

Gli appartamenti della coppia, neogotici e neomedievali, furono terminati nel 1860,

mentre il completamento della zona di rappresentanza, dieci anni più tardi, determinò la fine dei lavori.

Tra il 1930 e il 1937 il Castello fu la residenza del Duca Amedeo di Savoia-Aosta e della moglie Anna d'Orléans.

Alla fine del 1945, le truppe neozelandesi sotto il comando del Generale Freyberg entrarono a Trieste

e si installarono nel castello, apportando molte modifiche all'interno.

Successivamente le truppe britanniche posero il quartier generale del XIII Corps a Miramare.

Alla fine arrivarono gli americani e il Castello servì come quartier generale

per la guarnigione americana Trieste United States Troops (TrUST) dal 1947 al 3 ottobre 1954.

La Sovrintendenza immediatamente iniziò l'opera di restauro degli interni del Castello,

del castelletto e della struttura del parco.

Sulla base di disegni e fotografie dell'epoca, le decorazioni lignee furono rimesse nelle sale e i mobili,

gli arredi, i dipinti e gli arazzi furono riordinati.

 

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